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by Wikipedia e ParkouRoma
Il parkour, abbreviato in PK, è una disciplina metropolitana nata in Francia agli inizi degli anni ‘80. L'art du déplacement (arte dello spostamento) e le parcours (il percorso) furono i primi termini utilizzati per descrivere questa forma di allenamento. [1] Il termine parkour IPA: /paʁ.'kuʁ/ fu definito da David Belle e dal suo amico Hubert Koundé nel 1998. Deriva da parcours du combattantGeorges Hébert. Rispetto alla parola parcours, Koundé sostituì la "c" con la "k" per suggerire aggressività, ed eliminò la "s" muta perché contrastava con l'idea di efficienza del parkour.[2] I praticanti del Parkour sono chiamati "Traceurs" o "Traceuses" al femminile. (percorso del combattente), ovvero il percorso di guerra utilizzato nell'addestramento militare proposto da
Il Parkour viene spesso erroneamente confuso col Free Running: questi due sport, anche se inizialmente possono sembrare simili, in realtà hanno dietro due filosofie completamente diverse.
Il parkour trae ispirazione dal metodo naturale di Georges Hébert. Hebert era un militare francese della fine '800 che ha formalizzato un metodo di allenamento per l'addestramento delle truppe. La sua idea era che il miglior modo per allenare un uomo è farlo esercitare nei movimenti naturali che lui sa fare in situazioni che la natura gli presenta e gli richiede. Il motto dell'Hebertismo è "Essere forti per essere utili". David Belle, figlio di un pompiere addestrato proprio con il metodo di Hebert, fin da piccolo fa i suoi primi esperimenti con percorsi e tracciati. Da adulto intraprende una carriera militare che lo porta a vincere numerosi trofei nei "parcours du combattent" e ad essere considerato un vero genio del movimento. David diventa poi pompiere, ma è costretto ad abbandonare il mestiere per via di un infortunio al polso. Ancora innamorato del movimento, Belle trasforma quello che era un gioco da bambini in una vera filosofia e fonda il Parkour, che risulterà più funzionale degli stessi addestramenti militari che aveva fatto in precedenza. David non è solo nel suo intento, e viene affiancato da varie personalità tra cui la "crew" degli Yamakasi fondatori dell'Art du deplacement e Sebastien Foucan, ambasciatore del FreeRunning. Il parkour inizialmente si diffonderà come passaparola, ma quando i media cominceranno ad interessarsi ad una disciplina dai risultati così sorprendenti, il Parkour si vedrà dedicati numerosi documentari. Da diversi anni il principale mezzo di diffusione del Parkour è stato internet, grazie agli spettacolari video presenti in rete, che affascinano i novizi. Questi video però, soprattutto negli ultimi anni, sono stati fuorvianti riguardo al significato di parkour, poiché contenevano spezzoni di allenamento e movimenti superflui che si scontravano con l'idea di percorso continuo teorizzata da David Belle in base alla filosofia di Georges Hébert. Oggi il parkour subisce una svolta commerciale, e le sue tecniche si intravedono in numerosi film, spot, e video musicali. Lo stesso David Belle è stato consacrato come attore nel film Banlieue 13 prodotto da Luc Besson.
L'obiettivo è quello di raggiungere la padronanza del corpo e della mente in modo da tracciare il nostro percorso nella maniera più fluida possibile, senza dimenticare di farlo in sicurezza!
Non è una gara a chi fa il salto più lungo, ma è l'espressione della propria creatività. Se di competizione vogliamo parlare, è quella con noi stessi e consiste nel cercare di innalzare il nostro livello qualitativo attraverso un buon allenamento, avendo preso coscienza delle nostre possibilità!
Il padre riconosciuto di questa disciplina è il francese David Belle.
Marco di ParkouRoma ha iniziato il "parkour" come tutti in età adolescenziale, motivato sia dalla sua preparazione atletica dovuta alla ginnastica artistica, sia dai documentari delle scimmie che saltavano da un albero all'altro con leggerezza ed eleganza.
Tutto questo lo ispirò, tanto da fargli prendere la decisione di dedicarsi allo studio dell'acrobatica inserita in diversi sport, come appunto la ginnastica stessa, i tuffi, le arti marziali e l'aerobica sportiva.
Ora che il parkour sta prendendo piede e molti sono gli improvvisati che rischiano di farsi del male, ha deciso di mettere a disposizione la sua esperienza e la sua conoscenza, per promuovere anche il movimento stesso ringraziando chi già lo fa!
La speranza è comunque che questa attività rimanga fine a se stessa, che sia uno stile di vita e un approccio sincero alla sensazione di libertà che ti trasmette!
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